News

Eurovision 2022, Mario Acampa: “La Svezia mi ha ‘dominato fisicamente’. Commosso per l’australiano Riley con la sindrome di Asperger” – Il Fatto Quotidiano

C’è un crocevia di incontri, interviste, show ed eventi collaterali attorno ad Eurovision Song Contest. Fuori dal Pala Olimpico di Torino infatti le attività sono molteplici e c’è bisogno spesso di un coordinatore e conduttore. È il caso di Mario Acampa, conduttore e autore tv con una lunga gavetta alle spalle in Rai e una laurea in Giurisprudenza in tasca che con un inglese perfetto e l’ironia giusta per un evento internazionale di questa portata ha vinto la sua personale sfida. Se sul Turquoise Carpet ha colpito per il suo look “principesco”, alla conferenza stampa notturna della seconda Semifinale con i dieci Paesi appena promossi al Gran Finale si è reso protagonista di un siparietto hot con la cantante svedese Cornelia Jacobs.

Perché Cornelia ti è saltata addosso?
Stavamo facendo le estrazioni dei Paesi per capire se si sarebbero dovuti esibire nella prima metà o seconda metà del Gran Finale. Toccava alla Svezia, l’ho chiamata ad alta voce per raggiungermi perché era in Finale ed è corsa verso di me, avvinghiandosi come un koala.

Te l’aspettavi?
No assolutamente! Anzi meno male che sono riuscito a tenerla di peso su di me. Poi mi ha chiesto di estrarre il bussolotto, ma le ho spiegato che sono super partes e avrebbe dovuto farlo lei. A quel punto ha mimato una pistola alla tempia per costringermi…

Ma ti ha “dominato” lo stesso?
Alla fine sì. Ha capito che non potevo fare quello che mi ha chiesto, così ha estratto lei il bussolotto. Mi ha fatto inginocchiare e mi ha sparato. Sono stato al gioco insomma (ride, ndr). È stata una bella gag improvvisata.

E poi c’è stato il cantante israeliano Michael Ben David che ci ha provato con te, durante un Meet&Greet. Com’è andata?
Mi sono sentito lusingato ma dopo tre minuti ho capito che stava scherzando! Michael ha una energia incredibile e anche una storia molto forte. Faceva il cassiere, ha fatto anche il cameriere che cantava in mezzo ai tavoli prima delle ordinazioni, poi la grande occasione di X Factor e si è ritrovato sotto i riflettori di Eurovision. Ha tanta voglia di realizzare il suo sogno.

Quale storia ti ha colpito di più?
Stefan Airapetjan dell’Estonia. Apparentemente sembra un duro con una canzone country forte, ma durante l’intervista si è commosso visibilmente perché gli mancava la sorella. Poi mi ha colpito e commosso la storia dell’australiano Sheldon Riley che a 15 anni ha scoperto di essere autistico, affetto dalla sindrome di Asperger. Si è sentito per anni diverso e fuori posto. Mi ha raccontato di essere cresciuto circondato da medici e persone che gli dicevano che non avrebbe mai potuto ballare né cantare. Ha dimostrato di avercela fatta, portando un messaggio importante: la diversità non ha limiti.

Qual è stato l’incontro più imbarazzante o divertente?
Con il gruppo Subwoolfer della Norvegia. Loro hanno un interprete che parla per loro. Non si esprimono, non parlano con nessuno ma mandano solo ‘energie’ all’interprete che parla per conto loro. Insomma surreali.

Ti aspettavi l’eliminazione di Achille Lauro?
Secondo me era una performance molto forte e la sensazione che abbiamo avuto in sala stampa è che lo avremmo visto in finale. Insomma non ce lo aspettavamo.

Abbiamo visto tutti la tua faccia quando a Mahmood è scappato un rutto in conferenza. Un momento che è diventato virale. Cosa hai pensato?
In quel momento ho pensato di finire a I Nuovi Mostri di Striscia la Notizia e l’ho pure detto. È stata una parentesi molto divertente. Mahmood e Blanco comunque sono due persone squisite. Ho visto l’emozione di due giovani artisti che hanno voglia di stare sul palco. Blanco ha proprio l’esigenza fisica del contatto col suo pubblico. Mahmood mi ha spiegato che vogliono impegnarsi al massimo per fare una esibizione perfetta. Sono due veri professionisti.

Il tuo papillon sul Turquoise Carpet è diventato un cult. Come mai l’ha indossato?
Quella mattina mi sono detto ‘Sono alla reggia in diretta mondiale, quale occasione migliore per sentirmi un principino?’. Così è stato

Hai commentato quattro volte Junior Eurovision Song Contest su Rai Gulp. Conosci bene la macchina. Come mai questi ascolti clamorosi su Rai Uno?
Da una parte il grande merito viene dai Maneskin che hanno rafforzato un percorso di anni che ha riacceso i riflettori su un evento già popolarissimo in Europa. E poi penso sia piaciuto uno show che è totalmente diverso da Sanremo. Un evento che ha un linguaggio molto moderno nonostante abbia una liturgia serrata e datata. Eurovision è uno show fruibile come fosse una playlist di Spotify con canzoni una dietro l’altra senza sosta.

In molti hanno notato il tuo inglese perfetto. Quando l’hai studiato?
Da piccolissimo e grazie a mio padre che mi ha obbligato a studiarlo. I miei genitori lavoravano in una latteria e avevano un supermercato, oggi sono in pensione, e hanno sempre spronato noi figli a fare il meglio e a studiare. Così è nata l’idea di studiare l’inglese. Sono anche andato all’estero, un anno a Hollywood per perfezionarlo. Mi è servito moltissimo. Io credo che i genitori, così come gli insegnanti, debbano individuare e assecondare le passioni dei ragazzi. Qualsiasi essi siano.

Sei anche regista. Questa attività andrà in parallelo con la tv anche per il futuro?
La regia teatrale e la conduzione tv sono due mondi paralleli e non contrastanti . Ho la fortuna di lavorare con la Scala di Milano e per loro ho firmato – come curatore e regista – la stagione Educational dello scorso anno e lo stesso accadrà per la prossima stagione. Mi vedo anche come conduttore per i prossimi dieci anni. Sono due specchi della stessa anima.

Stai già lavorando a un nuovo format tv?
Sì e ci sono delle proposte per la conduzione. Per ora non posso dire nulla se non che ho la fortuna di lavorare in una azienda in cui ho fatto un percorso di gavetta importante, mettendomi sempre al servizio.

Chi vincerà Eurovision?
La musica è una delle poche cose che può andare oltre tutto e in questa grande festa spero vinca la pace e che l’Eurovision possa esserne almeno un po’ portatore.

Reference-www.ilfattoquotidiano.it

About the author

admin

Pioneer Jury is a qualified writer and a blogger, who loves to dabble with and write about technology. While focusing on and writing on tech topics, his varied skills and experience enable him to write on any topic related to tech which may interest him. [email protected]

Add Comment

Click here to post a comment