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Ucraina, perché la Bielorussia è così importante per Putin? Lo scambio di accuse, il pretesto per entrare in guerra e il rischio di invasione: con Kiev è già scontro

La Bielorussia nuovo vecchio partner della guerra di Putin. Nelle ultime ore uno scambio di accuse tra Kiev e Minsk ha riacceso la miccia del Paese che confina con l’Ucraina e la Russia e con il suo leader Lukashenko è da sempre vicino allo zar russo. Il Centro ucraino per le comunicazioni strategiche e la sicurezza delle informazioni, ha spiegato che «secondo i dati preliminari, le truppe bielorusse potrebbero essere coinvolte nell’invasione l’11 marzo alle 21». Secondo Kiev l’invasione sarebbe la risposta di Minsk al presunto raid aereo partito dall’Ucraina e che, secondo Kiev, sarebbe stato pianificato dalla Russia. Il ministero della Difesa bielorusso ha già smentito l’attacco con un comunicato ufficiale. 

Bielorussia, cosa è successo: lo scambio di accuse

Tutto nasce da un attacco al villaggio di Kopan, in Bielorussia, secondo Kiev realizzato dalle forze aeree russe ma dallo spazio aereo ucraino. Facendo così credere che l’attacco sia arrivato da Kiev. La famosa provocazione – secondo l’Ucraina – che avrebbe coinvolto direttamente in guerra la Bielorussia, a quel punto legittimata a inviare le sue truppe. Ma è stata la stessa Bielorussia, in un gioco delle parti che ormai fa parte del conflitto dall’inizio della guerra, a smentire l’attacco al villaggio. «Le informazioni fornite dai funzionari dell’Ucraina e ulteriormente diffuse da vari media circa attacchi aerei russi sul territorio della Bielorussia non sono vere. Il villaggio di Kopan si trova nel distretto di Stolin vicino al confine con l’Ucraina. Non sono state segnalate da parte delle guardie di frontiera della Repubblica di Bielorussia nessuna esplosioni e non si sono registrati danni». Per la Bielorussia «non è altro che disinformazione e un altro tentativo della parte ucraina di fare una provocazione».

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Il ruolo della Bielorussia

La Bielorussia, un Paese senza senza sbocco sul mare e con 9 milioni di abitanti, confina con l’Ucraina settentrionale ed è servito da punto di partenza per le truppe russe. E nelle scorse settimane anche ospitato colloqui diplomatici tra Russia e Ucraina. Mercoledì, l’Ue ha annunciato che bandirà anche le banche bielorusse da Swift e congelerà i legami con la banca centrale bielorussa, aggiungendo alle sanzioni imposte la scorsa settimana che bloccano di fatto miliardi di euro di esportazioni annuali nell’Ue. Qualche giorno fa anche la Casa Bianca ha annunciato le proprie sanzioni per limitare le importazioni e prendere di mira i funzionari militari bielorussi, poiché ha criticato la Bielorussia per «aver consentito l’invasione dell’Ucraina da parte di Putin».

La Bielorussia nell’invasione dell’Ucraina

La Bielorussia faceva parte dell’Unione Sovietica ed è diventata un Paese indipendente nel 1991, dopo il crollo dell’URSS. Da allora ha mantenuto stretti legami economici e politici con la Russia, nonostante confini con tre stati membri della Nato, un passato comunisti: Lettonia, Lituania e Polonia. A differenza di questi ultimi, la Bielorussia è sempre rimasta molto legata all’influenza di Mosca

Strategicamente, svolge un ruolo fondamentale per il Cremlino. Condivide quasi 700 miglia di confine con l’Ucraina e Kiev è più vicina alla Bielorussia che alla Russia. Durante l’inverno, più di 30.000 soldati russi si sono radunati in Bielorussia con il pretesto di esercitazioni congiunte. La Russia aveva affermato che quelle forze sarebbero tornate a casa dopo la fine delle esercitazioni alla fine di febbraio. Ma poi così non è stato. 

Dal giorno dell’invasione, le forze russe provenienti dalla Bielorussia si sono avvicinate alla capitale Kiev lungo la sponda occidentale del fiume Dnepr e hanno attaccato Chernihiv, una piccola città a nord-est di Kiev. Alcuni soldati russi feriti sono stati evacuati negli ospedali in Bielorussia, aveva riferito il Wall Street Journal. Secondo il Pentagono, diversi missili russi sono addirittura stati lanciati dalla Bielorussia. 

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Perché la Bielorussia sta aiutando l’invasione di Putin?

La Russia ha aiutato la Bielorussia – e in particolare il suo leader autoritario, Lukashenko – e ora il presidente russo Vladimir Putin ha chiesto in cambio un favore. Per diversi anni Lukashenko ha considerato la Bielorussia come uno stato neutrale, spostando le sue aperture dalla Russia e alle nazioni occidentali a seconda delle sue esigenze. Ma una svolta fondamentale è arrivata nel 2020, dopo che Lukashenko ha dichiarato la vittoria in una controversa elezione presidenziale. L’affermazione di Lukashenko in una vittoria schiacciante (l’80% per Lukashenko contro il 10% per il suo avversario, Sviatlana Tsikhanouskaya) è stata immediatamente contestata, sia dall’opposizione che dagli Stati Uniti e dai suoi alleati in Europa. In Bielorussia sono scoppiate proteste senza precedenti, con scontri durati per settimane e la polizia che ha arrestato migliaia di persone. Lukashenko a quel punto si è rivolto a Putin per chiedere aiuto. E Putin ha accettato, annunciando che l’esercito russo era pronto a intervenire «se necessario». A quel punto, forte dell’aiuto della madre Russia, Lukashenko ha intrapreso una feroce repressione, con arresti di massa e torture di detenuti. Il suo governo ha incarcerato oppositori politici e giornalisti, chiuso le organizzazioni per i diritti umani e criminalizzato le manifestazioni di quello che è stato chiamato «estremismo».

Il rapporto con l’Occidente

Gli Stati Uniti, il Regno Unito e l’UE hanno annunciato sanzioni contro la Bielorussia nelle ultime due settimane, severe quasi quanto quelle imposte alla Russia stessa. Ma il Paese era già stato oggetto di importanti sanzioni dopo la repressione di Lukashenko del 2020 sui manifestanti. L’anno scorso sono arrivate altre sanzioni dopo la deviazione di un volo Ryanair per Minsk per arrestare un giornalista anti-Lukashenko e per aver bloccato migranti mediorientali al confine della Bielorussia con la Polonia.

I rapporti diplomatici tra la Bielorussia e gli Stati Uniti sono tesi. Il governo bielorusso ha negato il visto all’ambasciatore statunitense Julie Fisher nel 2020 e ha ordinato il ritiro del personale dell’ambasciata statunitense a Minsk nel 2021. Tanto che la Bielorussia non ha attualmente un ambasciatore a Washington.

Quali sono le prospettive per la Bielorussia?

Lukashenko ha detto diverse volte pubblicamente che le forze bielorusse non prenderanno parte al conflitto. In Bielorussia diversi sondaggi hanno riscontrato un malcontento nei confonti del regime del leader. La decisione di Putin di invadere – secondo gli analisti – mostra la determinazione a rafforzare la sfera di influenza di Mosca, di cui la Bielorussia fa parte.

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Reference-www.ilmessaggero.it

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