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Sulle bare di Bergamo evoca il depistaggio del caso Moro: Sallusti pronto a licenziare Montesano

di Virginia Piccolillo

«Un semplice parallelismo». Chiede scusa alle vittime il giornalista di Libero, figlio di Enrico Montesano per il parallelismo. Il comitato di redazione si dissocia. «Ci scusiamo con le famiglie di decine di migliaia di persone che hanno perso la vita».

«Sono stato gravemente equivocato». «Era un semplice parallelismo». Chiede scusa Tommaso Montesano, il giornalista del quotidiano «Libero» — e figlio dell’attore Enrico Montesano
, divenuto negli ultimi mesi una delle icone del movimento no vax e no green pass — che, nella giornata di martedì aveva scritto sul social network: «Le bare di Bergamo stanno al COVID19 come il lago della Duchessa sta al sequestro #Moro». Un post, poi rimosso, che paragonava la foto dei mezzi militari che trasportavano i feretri delle vittime del Covid al falso comunicato delle Br che depistò le indagini per il sequestro del segretario dc portandole alla ricerca senza risultato del suo cadavere nel lago della Duchessa, in provincia di Rieti. Ma le polemiche fioccano, fuori e dentro il quotidiano diretto da Alessandro Sallusti che ha chiesto di valutare il licenziamento. Secondo i legali dell’azienda ci sono gli estremi della sospensione.

Il tweet era stato seguito dalla pronta la reazione della rappresentanza sindacale dei giornalisti del quotidiano: «Il Comitato di redazione del quotidiano Libero — si leggeva in una nota — si dissocia
dagli interventi con i quali un collega nella sostanza nega una correlazione tra la foto simbolo delle bare di Bergamo e il Covid. E si scusa con le famiglie delle decine di migliaia di persone che hanno perso la vita a causa della pandemia. Si possono avere le idee più diverse su vaccini e Green pass, ma le teorie negazioniste sono quanto di più lontano dai valori dei giornalisti di Libero».

Duro anche il commento del direttore del quotidiano Alessandro Sallusti: «In merito alle vergognose parole del giornalista di «Libero» Tommaso Montesano sui morti di Covid a Bergamo ho chiesto all’azienda di valutare se esistono presupposti per il licenziamento per colpa grave e, comunque nell’attesa, la sospensione immediata di Montesano».

«Ha scritto una c… , commenta con la sua consueta sincerità Vittorio Feltri. E aggiunge: «Capita. Se ne scrivo tante. Ma un ragionamento va fatto. Licenziarlo non lo licenzierei, ho diretto nove giornali e non ho mai cacciato nessuno. Ma io sono di bergamo. Le bare le ho viste. Negarle e chiudere gli occhi vuol dire anche chiudere il cervello».

Per fermare polemiche e «strumentalizzazioni», Montesano ha scritto un lungo post su Facebook. Spiegando che si trattava solo di un «parallelismo – espresso in modo icastico ma evidentemente infelice – tra la forza simbolica dei camion militari di Bergamo, che hanno avuto il merito di far aprire gli occhi anche ai più scettici che negavano la gravità della pandemia, e le immagini della ricerca del corpo dell’onorevole Moro nel lago della Duchessa che, secondo le ricostruzioni storiche, convinsero l’opinione pubblica ad accettare l’ineluttabilità del destino di Moro». «Volevo, in sostanza, sottolineare la forza evocativa di due immagini simbolo che hanno segnato in modo indelebile la storia, anche recentemente, del nostro Paese», ha aggiunto il giornalista di Libero. «Non ho mai inteso offendere il ricordo delle Vittime né i parenti che ancora oggi ne piangono la scomparsa. Né, tantomeno, contestare l’attendibilità dell’evento che ha colpito l’intera Comunità e la Nazione. Se ciò è avvenuto, me ne scuso e a loro esprimo la mia più sincera vicinanza, oltre all’augurio di trovare al più presto conforto e giustizia. Così come mi scuso con i miei colleghi, con il direttore e con l’Azienda. Chiedo che il tweet – peraltro rimosso – non sia ulteriormente strumentalizzato per fini estranei a quello che era il mio pensiero».

Il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, è a sua volta intervenuto su Twitter per annunciare che il Comune querelerà Montesano e per esprimere un plauso per la presa di posizione di Sallusti. «Il vergognoso tweet — commenta Gori — offende la memoria dei morti di Bergamo e di tutte le vittime del Covid». E dello stesso segno la reazione dei i parlamentari e dei consiglieri regionali bergamaschi della Lega che hanno parlato di «uso strumentale» della «tragedia che ha colpito a cuore aperto la nostra comunità». «Non possiamo più accettare simili parole — dicono in una nota — e per questo esprimiamo massima solidarietà e vicinanza a tutte le famiglie bergamasche che, ancora una volta, hanno visto il loro immenso dolore calpestato». Secondo il senatore del Pd Antonio Misiani «negare la tragedia delle bare di Bergamo» è «ripugnante» e rappresenta «uno schiaffo in pieno volto» per le famiglie delle vittime e per «un’intera comunità devastata dalla pandemia».


Molte, in ogni caso, le reazioni al post. Da parte di personaggi noti (Mentana, Madame) e di semplici utenti. Quasi tutti manifestano indignazione, solo qualcuno prova a sposare la linea negazionista del cronista («Qualcuno ha mai fotografato o filmato il caricamento delle bare su quei mezzi? Ci sono testimoni?»). L’account @TommasoMont da cui era partito il post incriminato nel frattempo non risulta più esistere.

9 febbraio 2022 (modifica il 9 febbraio 2022 | 17:30)



Reference-www.corriere.it

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