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Perché Il diritto di contare è il film da vedere (assolutamente) stasera in tv

Il diritto di contare è un film da vedree assolutamente. Non solo perché è bello, ma perché manda un messaggio fondamentale. Alle donne. E alle donne che vogliono fare scienza: lottate per il vostro sogno. Lo trasmettono stasera in tv alle 21.25 su Rai 1. Foto Ansa

Tutto quello che vedete è successo davvero. Forse non nei minimi dettagli o con quelle esatte parole. Ma se gli americani sono arrivati sulla luna con tre astronauti, lo dovono a loro. A tre donne afroamericane che hanno sconfitto i pregiudizi di genere e di razza nel Sud degli Stati Uniti degli anni 60. Un miracolo? Non proprio. Perché le donne di Il diritto di contare, stasera in tv su Rai 1 alle 21.25, hanno dimostrato che l’intelligenza non è caratteristica esclusiva di chi ha un cromosoma Y o produce meno melanine.

La trama di Il diritto di contare

Sud degli Stati Uniti. Piena segregazione razziale. Katherine Johnson,  Dorothy Vaughan e Mary Jackson sono tre donne afroamericane che lavorano alla West Area Computers del Langley Research Center di Hampton. Il primo quartier generale della Nasa. Siamo nel 1961 e queste tre donne valgono meno di niente agli occhi di tante persone. Ma Katherine è un genio della matematica. E quando gli americani sono in difficoltà con i calcoli per mandare l’uomo nello Spazio (bisogna battere i russi, no?), viene mandata a lavorare con la squadra di Al Harrison. Dove viene trattata malissimo da alcuni colleghi.

Nel frattempo, Dorothy capisce che il nuovissimo computer IBM appena arrivato, rischia di far perdere il lavoro alle donne nere assunte per fare i calcoli. Ne diventa un’esperta, a dispetto di quello che pensano gli uomini bianchi che, però, non lo sanno usare. Mary, infine, vuole fare l’ingegnera. E aiutare a costruire il modulo per riportare gli astronauti sulla Terra. Ma non le è permesso frequentare la scuola per ottenere il titolo.

Il momento del lancio nello spazio dell’astronauta John Glenn, però, si avvicina. E la Nasa ha bisogno di tutto l’aiuto possibile…

Il diritto di contare

Una foto di scena del film Il diritto di contare. Foto Ansa

Una storia vera

Per una volta, un titolo italiano migliore dell’originale, Hidden figures. Il diritto di contare racconta una storia vera. Quella scritta nell’omonimo saggio pubblicato nel 2016 da Margot Lee Shetterly. Il cui padre lavorava alla Nasa proprio in quegli anni. ««Nel bene o nel male, c’è la storia, c’è il libro e poi c’è il film», ha voluto però dire l’autrice. «I tempi sono stati ridotti e i personaggi uniti. Sarebbe bello che la gente capisse che c’erano molte tante persone in più. Ma capisco che non si può fare un film con 300 personaggi».

La scrittrice ha realizzato anche due altre versioni di questo libro dedicate ai bambini dai 4 agli 8 anni e dagli 8 ai 12.

Un cast stellare: da Taraji Penda Henson a Kevin Costner

In Il diritto di contare funziona tutto. Dalla regia di Theodore Melfi alla sceneggiatura scritta con Allison Schroeder. Ma è il cast che fa la differenza. A cominciare dalle tre attrici protagoniste. Taraji P. Henson, nel ruolo di Katherine. Octavia Spencer in quello di Dorothy. E Janelle Monáe, cantante qui al suo debutto di attrice, in quello di Mary.

Ma anche gli attori che le circondano sono bravissimi. Come Kevin Costner, che interpreta Al Harrison, il capo della squadra più importante della Nasa. Un uomo bianco a cui non importa nulla se Katherine è una donna o è nera. Gli interessa il suo cervello. Al contrario, Jim Parsons – lo Sheldon di The big bang theory qui in un ruolo inedito – è il classico uomo bianco razzista. Kirsten Dunst è la supervisore delle donne che lavorano alla Nasa. Mahershala Ali è  Jim Johnson, l’uomo che si innamora di Katherine. E Glen Powell, che fra poche settimane vedremo in Top Gun: Maverick, è l’astronauta John Glenn.

Un film da Oscar

Il successo del film è stato immenso. Costato 25 milioni di dollari, ne ha incassati 236. Il diritto di contare ha ricevuto 3 nomination agli Oscar 2017: Miglior film (è stato l’anno dell’Oscar sbagliato, vinto da Moonlight), Miglior attrice non protagonista a Octavia Spencer e Migliore sceneggiatura non originale.

Tra i numerosi premi vinti, spicca il Sag Awards vinto come Miglior cast.

Perché Il diritto di contare è il film da vedere stasera in tv

Perché è la dimostrazione che il cervello non ha né genere né razza. E che anche le donne possono fare scienza. Anche se negli Stati Uniti si è dovuto aspettare la fine degli anni 60 per vedere la prima donna laureata in ingegneria (Mary Jackson).

È una storia di empowerment femminile ambientata alla metà del secolo scorso. Ma, purtroppo, è anche molto attuale. Troppe bambine, ancora oggi, vengono scoraggiate a intraprendere studi scientifici. Troppe bambine, ancora oggi, non possono andare a scuola in tante parti del mondo.

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Amica ©RIPRODUZIONE RISERVATA



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