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Omicidio di Alice Scagni, uccisa con 20 coltellate sotto casa durante una lite. Arrestato il fratello

Genova – Una lite. L’ennesima. Poi la violenza, inaudita. E’ morta così, Alice Scagni, 34 anni, straziata con più di 17 coltellate, per strada, in via Nicola Fabrizi a Quinto, a due passi dalla sua abitazione. E’ spirata tra le braccia del marito, il primo ad accorrere in suo soccorso.

E’ stato proprio quest’ultimo, quando sono arrivati i poliziotti, a fornire le indicazioni per rintracciare l’omicida: il fratello della vittima, Alberto Scagni, di 42 anni.

Gli agenti delle volanti, che erano già arrivati in zona dopo aver ricevuto diverse segnalazioni, lo hanno trovato a poco distanza dal luogo del delitto, nelle vicinanze dell’Osteria del Bai, a Quarto. 

Alberto Scagni è stato arrestato in flagranza di reato perché trovato nei pressi del luogo dell’omicidio con un coltello compatibile con l’aggressione e con vestiti sporchi di sangue. La contestazione al momento è omicidio volontario aggravato. Ancora non è chiaro quando sarà contestata la premeditazione. Al momento il presunto assassino, che è in carcere a Marassi, non ha voluto parlare o rilasciare dichiarazioni. Ha designato un avvocato di fiducia che ha rifiutato il mandato.

Il movente del delitto è economico: il quarantaduenne, disoccupato, chiedeva da tempo soldi alla famiglia. Nei giorni precedenti Scagni avrebbe pressato alcuni familiari per richieste di denaro.

Il luogo del delitto

La ricostruzione degli inquirenti

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Alberto Scagni raggiunge l’abitazione della sorella intorno alle 21.30. Tra i due i rapporti, ultimamente, sono diventati tesi: le discussioni sempre più frequenti.

Alice Scagni, madre di un bambino di un anno e 4 mesi, era scesa dalla sua abitazione per accompagnare il cane, un Bracco di Weimar.

Alberto Scagni, da tempo soffre di un disagio psicofisico, la ferma. Vuole parlarle a tutti i costi. Il confronto, l’ennesimo da un po’ di tempo a questa parte, è molto acceso. Il quarantaduenne urla, è molto agitato. Come ricostruito dagli inquirenti, avrebbe chiesto del denaro, come già accaduto in passato.

Alberto Scagni e Alice Scagni in una foto postata sui social dal fratello. Sarebbe stata scattata al matrimonio della sorella

La situazione precipita. I vicini di casa, allarmati dalle grida, chiamano il 112. Dalla questura parte una pattuglia delle volanti. Prima ancora che gli agenti arrivino, sempre secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Alberto Scagni estrae dalla tasca un coltello. E, in preda a una furia incontenibile, lo utilizza, colpendo la sorella più volte: diciassette fendenti alla schiena, tre all’addome, come ricostruito dal medico legale.

Alice Scagni cade a terra, in una pozza di sangue. Il marito accorre disperato, ma le ferite sono troppo gravi. Quando arriva il personale del 118 purtroppo non c’è più nulla da fare. Il medico di Genova Soccorso non può fare altro che constatarne il decesso.

L’intervento delle forze dell’ordine

Genova, donna di 34 anni uccisa a coltellate in strada dal fratello

La testimonianza di una vicina di casa del fratello della vittima

Genova, donna uccisa a Quinto: la testimonianza di una vicina di casa del fratello

Il cane della vittima, che era scappato subito dopo la colluttazione tra la padrona e Alberto, viene recuperato da alcuni passanti. Negli stessi minuti i poliziotti bloccano il presunto omicida all’osteria del Bai. L’uomo non oppone resistenza e viene accompagnato in questura.

Sulla base delle testimonianze dei vicini e del marito della vittima viene posto in stato di fermo. Poche ore dopo viene formalmente accusato di omicidio volontario aggravato e viene trasferito nel carcere di Marassi.

Le foto della vittima e del fratello

Le indagini della squadra mobile

Sul delitto indagano gli investigatori della squadra mobile. Nella notte i poliziotti hanno raccolto la testimonianza del marito della vittima e di alcuni vicini di casa di Alice Scagni. Il pm di turno ha interrogato il fratello a lungo, in questura.

Da un primo esame autoptico effettuato sul luogo del delitto dall’anatomopatologo Sara Lo Pinto, è già emerso un quadro chiaro della dinamica dell’omicidio: la vittima sarebbe stata ferita con 20 fendenti. Il quadro delle prove raccolte (tra cui anche il coltello usato per il delitto) è importante. Nelle prossime ore sarà comunque effettuata un’autopsia.

La polizia scientifica sul luogo del delitto

I messaggi sui social

Nelle ore precedenti l’omicidio, sui social, Alberto Scagni, che aveva con la famiglia un rapporto conflittuale, aveva lasciato diversi messaggi ad amici e conoscenti. Messaggi che, alla luce di quanto accaduto, mostrano un certo turbamento interiore. Tant’è che almeno una persona, proprio rispondendo a una sua confusa richiesta, gli aveva chiesto se stesse bene.

Alcuni dei messaggi scritti su Facebook da Alberto Scagni alla sorella. Sono stati acquisiti dagli investigatori della squadra mobile

Secondo gli inquirenti il suo malessere, ultimamente, si era accentuato.

Da una prima ricostruzione dei fatti sembra che non fosse seguito dai servizi di igiene mentale. Certo è che aveva una personalità difficile: in passato aveva avuto problemi con l’alcol, come risulta da un verbale elevato dalle forze dell’ordine per essere stato trovato ubriaco alla guida di un veicolo.

Altri messaggi scritti sui social da Alberto Scagni e indirizzati alla sorella

Non solo. La polizia, venerdì sera, era intervenuta nell’appartamento della nonna per un principio di incendio alla porta. Gli inquirenti sospettano che fosse stato proprio il nipote ad appiccare l’incendio. La nonna lo aveva segnalato come possibile autore visto che anche lei aveva avuto richieste di denaro. Al momento in procura non risultano fascicoli di reato a carico dell’uomo per reati da “codice rosso”.

C’è un altro episodio su cui gli investigatori cercano di fare luce: tempo fa Alberto Scagni stesso, confidandosi con i suoi conoscenti, aveva detto di aver bonificato l’appartamento da presunte microspie, temendo di essere tenuto sotto controllo e spiato da qualcuno.

Toti: “La città e la Liguria si stringono intorno alla famiglia di Alice”

Sulla tragedia è intervenuto oggi su Facebook il governatore della Liguria Giovanni Toti, esprimendo, a nome di tutta la popolazione, il cordoglio di tutta la regione: “Genova si sveglia nel dolore con la notizia dell’uccisione di Alice, una giovane mamma di 34 anni accoltellata a morte dal fratello a Quinto. L’omicida è stato fermato dalle forze dell’Ordine. Un ennesimo e drammatico femminicidio. La città e la Liguria si stringono intorno alla famiglia di Alice, che lascia un marito e un bimbo piccolo. A loro va il mio pensiero e quello di tutta la comunità”.

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Reference-www.ilsecoloxix.it

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