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Olimpiadi invernali, oro e rimonta di Noel nello slalom maschile davanti a Strolz, Italia ancora a mani vuote

Gli slalom delle rimonte, quelli di Pechino 2022. Dopo Petra Vlhova, anche Clement Noel vince l’oro tra i pali stretti scalando posizioni e salendo in cattedra con una seconda manche divina. Continua la favola di Johannes Strolz, che conquista l’argento in slalom ed eguaglia il bottino del padre Hubert a Calgary 1988 (qualche giorno prima aveva replicato l’oro in combinata). Sul podio anche la Norvegia con il campione del mondo Sebastian Foss-Solevaag che precede per meno di un decimo il connazionale Henrik Kristoffersen.
Peccato per l’Italia, perché anche la nostra nazionale ci credeva nella rimonta, con tanto di cabala: Tommaso Sala partiva dall’ottavo posto della prima manche, esattamente come l’oro di Vlhova in slalom femminile e l’argento di Zan Kranjec in gigante. E invece per vedere il tricolore in classifica bisogna aspettare Svizzera e Germania. Il migliore degli azzurri è Giuliano Razzoli, 8° a poco meno di un secondo, mentre Sala non riesce a ripetersi (11°) e Vinatzer termina la gara a poche porte dal traguardo. Un’altra spedizione deludente per il settore maschile dello sci alpino, a cui manca la medaglia da Sochi 2014 e l’oro da Vancouver 2010, quest’ultimo per giunta da colui che a 37 anni ha ancora tenuto in piedi la baracca nelle specialità tecniche. Per due di loro resta il team event come ultima spiaggia, supportati dalle donne.
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Pechino 2022

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La top-10

1. C. NOEL (FRA) 1:44.09
2. J. STROLZ (AUT) +0.61
3. S. FOSS-SOLEVAAG (NOR) +0.70
4. H. KRISTOFFERSEN (NOR) +0.79
5. L. MEILLARD (SUI) +0.80
6. D. YULE (SUI) +0.86
7. L. STRASSER (GER) +0.93
8. G. RAZZOLI (ITA) +0.96
9. A. POPOV (BUL) +1.06
10. A. KHOROSHILOV (ROC) +1.08

La gara

Equilibrio totale dopo la prima manche: otto atleti raccolti in meno di mezzo secondo e dodici in uno intero, tutti capaci di giocarsi una medaglia se non qualcosa di più visti i precedenti in stagione di Coppa del Mondo. Cambia la tracciatura, molto più breve rispetto alla precedente, con qualcuno che arriva addirittura a sfondare la barriera dei 50 secondi.

Il primo a riuscirci, e ad ingaggiare una rimonta, è Daniel Yule. L’elvetico viene avvicinato soltanto da Razzoli fino ad arrestare una scalata di sei posizioni (poi diventeranno sette, da 13° a 6°) proprio con l’arrivo di Noel. Il transalpino – sesto al termine della prima manche – spacca la gara realizzando il miglior tempo di manche e creando un divario di 86 centesimi tra sè stesso e il 28enne vallese, un buco che viene coperto via via con le successive run.

Per Clement Noel si chiude un ciclo iniziato a novembre con il dominio in Val d’Isere e terminato con un’altra prestazione dominante, tipica del 24enne di Mercury. In mezzo due ritiri e tante gare buttate al vento che gli hanno tolto sicurezza fino alla prima manche odierna. Johannes Strolz, partito con quasi quattro decimi di vantaggio al cancelletto di partenza, nulla può nonostante una prova pulita nel complesso. Resta comunque il più “vicino” rispetto a Noel (+0.61) e tiene alto l’onore del Wunderteam austriaco, che a parte per il figlio d’arte colleziona un 17° posto di un anonimo Schwarz oltre i ritiri di Michael Matt (settimo in prima manche) e Manuel Feller. E pensare che fino all’anno scorso non avrebbe minimamente creduto in una convocazione alle Olimpiadi Invernali.

Flaherty arriva al traguardo dello slalom ed esulta

Gli italiani

Difficile parlare di delusione per lo slalom in sè, dato che si sapeva dalla vigilia che si sarebbe trattato di una lotteria. Vero che, rispetto alla seconda manche, ad eccezione delle rimonte di Noel e Yule non si sono verificati grandi rimescolii. Soltanto Giuliano Razzoli ha guadagnato piazzamenti rispetto alla prima manche, salendo in top-10, con l’unico rimpianto di aver terminato a 26 centesimi dal podio. Tommaso Sala ci ha provato, non ha trovato lo stesso ritmo della seconda manche, ma può consolarsi di essere l’unico atleta ad aver portato a termine tutti gli slalom della stagione e con buoni risultati.

Infine Vinatzer: al 22enne gardenese è mancata la costanza per tutta la stagione, prova olimpica compresa. Doveva rimediare tutti gli errori commessi nella prima metà di gara, ha spinto al massimo come avrebbe dovuto, ma si è lasciato sbalzare attorno ad uno degli ultimi pali.

Razzoli, rimonta a metà e podio a 26 centesimi: rivivilo

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Reference-www.eurosport.it

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