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Massimo Sartori: «Sinner si vedeva meno competitivo dei primi al mondo. Vagnozzi lo allenerà bene»

Massimo Sartori e Jannik Sinner

Un sentimento che ci di pi simile all’orgoglio paterno. Nelle parole del vicentino Massimo Sartori, coach di Andreas Seppi e scopritore di Jannik Sinner, lo si respira quando l’argomento sfiora la nuova liaison tecnica tra Sinner e Simone Vagnozzi, che Sartori ha cresciuto a Caldaro, in Alto Adige, assieme allo stesso Seppi e al manager di Sinner, Alex Vittur, dalla fine degli anni Novanta. Seppi, Vagnozzi e Vittur: Sartori, 54 anni, che oggi lavora al TC Vicenza, dove sta sviluppando la sua accademia Horizon Tennis Home e dove allena lo stesso Seppi e Cecchinato, li chiama affettuosamente i miei ragazzi: Li ho presi adolescenti e siamo cresciuti assieme. Ai tempi avevo pure fatto le mie profezie….


Cosa aveva vaticinato, Sartori?
Vagnozzi era arrivato a Caldaro dalle Marche a 14 anni e lo aiutammo a inserirsi. Per un periodo dorm a casa mia con la mia famiglia, poi fu lo zio di Seppi ad accoglierlo. Lui e Seppi sono tutt’oggi legati da una fraterna amicizia. Li vedevo giocare da piccoli e sapevo che entrambi sarebbero diventati giocatori veri. Andy stato numero 18 del mondo, mentre Vagno aveva gi allora anche le qualit da allenatore. Lo designai mio futuro erede.

Ce lo racconti Vagnozzi, il nuovo coach di Sinner…
Vede e conosce il gioco come pochi. Sa indicare al giocatore la scelta dei colpi in base al tipo di avversario e ai frangenti del match. Far un grande lavoro.

Fu lei a portare Sinner dal suo storico coach Riccardo Piatti nel 2015, dopo averlo scoperto tredicenne a Ortisei nel 2014. E a Bordighera, da Piatti, lei ha lavorato fino al 2019. Che idea si fatto del divorzio tra i due?
Mi conceda una premessa. Jannik decide sempre e solo lui. stato cos anche nel 2015 quando lasci la Val Pusteria per Bordighera. In questi anni ha fatto enorme esperienza, entrato nei migliori dieci del mondo e ha gi giocato tante partite importanti, contro i pi forti.

Traduciamo: diventato adulto e cerca altro…
Forse si visto meno competitivo dei primi 5-6 della classifica e gli venuto qualche dubbio. Quel che certo che Jannik, nel prendere una decisione cos importante, si dimostrato un ragazzo maturo.

Vagnozzi e Vittur sono nell’entourage di Sinner. Non che lei, Sartori, sta gettando le basi per un ritorno?
Jannik adesso ha bisogno di persone nuove che lo aiutino a vedere cose nuove, non solo nel tennis. Sono contento che ci siano i miei ragazzi accanto a lui, sono sicuro che realizzeranno grandi cose. Io sono molto impegnato qua a Vicenza, con la Horizon sto cercando di costruire un progetto importante per il tennis italiano e veneto.

L’obiettivo realizzare un modello anche internazionale?
La parola modello non mi piace, perch poi sembra che uno si creda migliore degli altri. Il mio obiettivo adesso soprattutto creare una scuola di allenatori di primissimo livello.

A Vicenza, oltre ai veterani Seppi e Cecchinato, segue anche promettenti tennisti junior…
L’accademia si chiama Horizon non a caso. Lo slogan : “I vostri sogni sono i nostri orizzonti”. Oggi siamo molto concentrati sulla qualit, numeri piccoli per poter dare il meglio della nostra esperienza ai giovani tennisti e agli allenatori emergenti. Passo molte ore in campo con loro, se puntassimo sulla quantit non sarebbe possibile.

Lei un coach e un maestro di livello internazionale. Nel circuito Atp la sua figura pesa. Come mai non ha dato il suo nome all’accademia come abitudine di molti suoi colleghi?
la prima cosa che ho escluso quando nata Horizon. Voglio che l’accademia viva di luce propria e che viva di luce propria il giovane allenatore che ho formato, quando diventer grande.

Aggiungo: molti con le accademie fanno anche (legittimamente) business sfruttando il brand del proprio nome. Non il suo caso…
Il mio obiettivo fare esclusivamente tennis. Ci stiamo strutturando: presto ci doteremo di una palestra nuova e di sei campi, tre in terra e tre in cemento. Tra due anni punto ad avere 15 allenatori e cinque preparatori.

Un gioiellino…
Resteremo volutamente sempre piccoli nei numeri e, mi auguro, alti nella qualit.

Lei tornato a lavorare e vivere a Vicenza nel 2019, dopo una vita passata in Alto Adige e l’esperienza a Bordighera. Mi disse che voleva anche rilanciare il tennis veneto. Due anni dopo com’ la situazione?
in netta crescita. Devo dire che con Horizon stiamo creando un’onda virtuosa, sta nascendo un sistema di lavoro e di sinergie. Vogliamo dare una marcia in pi a tanti ragazzi e ragazze, anche veneti.

In Alto Adige ci riuscito ai pi alti livelli: con Seppi arrivato in top 20 ed uno dei rari casi di rapporto eterno tra coach e giocatore. E il tennis italiano le deve la scoperta di Sinner…
Ad Andy sono affezionato. C’ simbiosi, ma un rapporto per durare deve cambiare. Man mano che l’ho visto crescere gli ho dato sempre pi autonomia. Se tu prendi un giocatore da ragazzo, non puoi trattarlo sempre da ragazzo. Sinner il giovane pi forte che io abbia mai visto, me lo segnal Vittur. Ho ancora segnata data e luogo: 8 novembre 2014, Ortisei. Dovevo farlo allenare con Seppi, che per stette male poco prima. Allora andai in campo io. Aveva 13 anni ma non ho mai sudato cos tanto in vita mia (risata, ndr).

I suoi allievi Vagnozzi e Vittur sono nell’entourage di Sinner. Gliela butto l: all’appello manca Seppi…
Lui ancora un giocatore e credo che lo sar ancora per un paio d’anni. Dopo fisser i suoi obiettivi. Certo, mi piacerebbe che Andy, con gli altri, un giorno, in futuro, potesse aiutare Jannik a raggiungere un obiettivo davvero grande.

Magari uno Slam, in cui ci sarebbe anche un po’ di Sartori…
Sinner e Seppi sono i due pi grandi tennisti altoatesini. Sono felice che la mia strada abbia incrociato la loro.

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22 febbraio 2022 (modifica il 22 febbraio 2022 | 15:55)

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