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Kharkiv resiste e spiazza i russi Tra le vittime anche 14 bambini

di Francesco Battistini

La resistenza ucraina: spari sotto casa, kalashnikov, orgoglio. Le nuove mosse degli invasori, che ammettono i primi caduti (e non hanno calato l’asso dell’aviazione).

DAL NOSTRO INVIATO

KIEV

— Mangiare il mangiabile. Cucinare l’impossibile. All’ora del pentolone fumante, il po’ di cibo che resta ancora in frigo, la brodaglia col pane che pu farsi solo uno che non ha mai acceso un fornello, il professor Konstantyn Maksim non ha pi parole: S’ rotto il frigo e tante cose comprate nei giorni scorsi andranno a male…. Il prof vive solo da un mese in un appartamentino dietro Maidan. La moglie coi bambini se n’ andata in Polonia. Lui ha 38 anni ed riservista, non ancora richiamato, insegna letteratura all’universit, passa questo lockdown di guerra cercando di non intossicarsi troppo con le catastrofi via
Cnn
, leggendo buoni libri e mangiando cibo pessimo: I pessimisti hanno ragione, ma io preferisco ragionare con chi ha torto…. Il coprifuoco totale di 40 ore, che tre milioni di kievini si sono sorbiti fino a questo luned mattina, nulla. E dalle notizie non puoi scampare, ti s’infilano in casa come un Grad russo: sera e cominciano le esplosioni, quando il sindaco Vitaliy Klitschko, l’ottimista numero uno di Kiev, va in tv e dice la citt ormai circondata ed impossibile evacuare i civili.

Le fionde di Kiev

Noi non possiamo pi uscire. N dalle case, n dalle citt. Loro non riescono ancora a entrare. N nelle strade, n nel destino dell’Ucraina. Giorno quinto dal Ventiquattro Febbraio che ci ha travolti come un Undici Settembre: l’invincibile e supersonica armata dello Zar l’esercito persiano alle Termopili, bloccato con le fionde dai volonterosi spartani di Kiev, trecento o poco pi. Pantano quasi afghano. Non ci sono russi in citt, dicono i governatori-sindaci di Kiev, di Mariupol, di Odessa, di Kharkiv, e per l’Ucraina la pi inaspettata delle sorprese. S, abbiamo morti e feriti, ammette lo stato maggiore russo, e per il Cremlino il peggior bollettino possibile. Putin loda pubblicamente gli eroi dell’offensiva, ma raccontano sia furente: ieri all’alba i suoi tank erano finalmente entrati a Kharkiv — la prima citt che i russi conquisteranno, aveva lanciato l’allarme Zelensky, un mese fa — e invece i russi che ci attenderanno coi fiori (come disse un generale di Mosca agl’inizi della guerra in Donbass) han preparato il funerale. Resistenza popolare, kalashnikov da partigiani, spari sotto casa. Il controllo di Kharkiv nostro!, proclama in poche ore Oleg Sinegubov, il governatore: Il nemico russo demoralizzato, i loro soldati sono scollegati dai comandi centrali, non hanno pi cibo n acqua, n carburante!. Non sar tutto questo disastro, ma il silenzio di Mosca inquieta: abbiamo perdite, riconosce il generale Igor Konashenkov, anche se meno delle loro. E tra le 352 vittime civili dall’inizio dell’invasione si contano anche 14 bambini.

I sacchi con le vittime

La battaglia per Kharkiv, conquista fallita, ha un impatto psicologico pesante: tutte le informazioni dei servizi putiniani la davano mal difesa, per nulla pronta, con una linea di trincee da guerra novecentesca e facilmente scavalcabile. Che cosa sta succedendo? Fonti militari europee avvertivano che le truppe ammassate al confine da Putin, dietro i grandi numeri non avessero i supporti di comunicazione, sanit, vettovagliamento sufficienti a reggere un’offensiva del genere, e cos a lungo. Quei dubbi si ripropongono. E anche se Putin non ha ancora calato l’asso — l’aviazione —, la campagna via terra sta riempiendo troppi body-bag. Gli ucraini non sono afghani o arabi, non facile ammazzare russofoni come te, spesso tuoi lontani parenti, e su questo punta Kiev: Pensa al motivo per cui sei qui — gira sui cellulari dei soldati di Mosca un video d’un generale ucraino, Yevhen Moisiuk —, nessuno qui ti vuole: sei solo uno strumento nelle mani del tuo governo. Deponi le armi e alza le mani. Questo sar il tuo biglietto di ritorno…. Ieri mattina son suonate le campane, a Kiev e a Leopoli e nelle fortezze assediate. Si sentivano dalla finestra del nostro lockdown di guerra. Ma non chiamavano alla messa della domenica: davano man forte alle sirene, l’allarme missili. I russi stanno provando a prendere le citt per sfinimento: attaccano le centrali elettriche della capitale e di Kherkov, piazzano gi i cecchini, s’appellano (loro) alle leggi di guerra e denunciano che gli ucraini stanno usando bombe al fosforo. State attenti, dice il sindaco Klitschko: I nostri militari continuano a individuare i sabotatori, e qualche sparatoria notturna si sente nei quartieri delle ambasciate. Mosca ha chiamato i ceceni? A Kiev arrivano i loro nemici giurati, i separatisti antirussi dell’Ichkeria, tagliagole uguali. Zelensky ha dato pure il permesso d’aprire le prigioni e far uscire i peggiori, purch pentiti e pronti a morire per la patria: il feroce Sergei Torbin, che ammazz una pacifista, o Dmytro Balabukha che spar a un civile che aspettava il bus. Tutto perdonato, tutti a combattere.

27 febbraio 2022 (modifica il 27 febbraio 2022 | 23:57)

Reference-www.corriere.it

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