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È morto Richard Benson, il chitarrista “underground” diventato un mito sui social

È morto a Roma il musicista, conduttore e performer anglo-italiano Richard Benson. La notizia arriva con un messaggio postato sulla sua pagina Facebook: “Carissimi amici ed amiche, dobbiamo purtroppo darvi la notizia più brutta possibile”, si legge, “Richard ha lottato come un leone anche questa volta contro la morte e purtroppo non ce l’ha fatta. Ci ha lasciato. L’ultima volta però ci ha detto: ‘Se muoio, muoio felice'”. 

Nato a Woking, in Inghilterra, e poi naturalizzato italiano, Benson è stato un personaggio molto popolare nell’underground romano fin dai primi anni Settanta. Figura storica delle emittenti private romane, aveva esordito come chitarrista nel gruppo prog Buon Vecchio Charlie. 

Negli anni ’80 la prima apparizione televisiva a Quelli della notte nel ruolo del “metallaro”, seguita da una serie di programmi dedicati alla musica, trasmessi sulle reti regionali, che nel corso degli anni lo hanno trasformato in un personaggio di culto. 

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Richard Benson si esibisce dietro a una rete che lo ripara dal lancio di ortaggi nel 2015 a Roma

Nel 1992 ha recitato nel film di Verdone, Maledetto il giorno che t’ho incontrato, in cui interpreta se stesso e parla di Jimi Hendrix. 

L’ultima fase della carriera di Benson, quella che lo ha reso celebre a livello nazionale, inizia però dopo il 2000, l’anno successivo alla pubblicazione del primo disco solista ‘Madre Tortura’, quando si fratturò una gamba in seguito a una caduta dal Ponte Sisto.

La svolta risale probabilmente a un concerto tenuto al Coetus Pub di Roma il 17 dicembre 2005, passato alla storia come ‘Natale del male’, nel quale Benson venne insultato dal pubblico e bersagliato con generi alimentari e altri oggetti. Tutti i successivi show di Benson si sarebbero svolti con questo copione, costringendo i gestori dei locali a montare una rete che lo proteggesse dal lancio di polli, pesci in putrefazione, ortaggi e altri oggetti tra i più disparati.

Ad alimentarne la fama sono state soprattutto queste sue performance dal vivo, diventate virali con l’arrivo di Internet e dei social network, e i suoi racconti in cui narrava di amicizie improbabili come quella con Brian Jones dei Rolling Stones conosciuto a Brooklyn.

Uno dei suoi video più visti è quello in cui sul palco arriva “un pollo”. Alla notizia della sua morte, i fan hanno iniziato a postare tributi e ricordi: “Addio Leggenda!”

Nel 2015 ha pubblicato l’album L’inferno dei vivi, prodotto dai Tiromancino di Federico Zampaglione. Il video del primo singolo estratto, “I nani”, ha oltre 2,6 milioni di visualizzazioni.

Nel 2016 Benson e la moglie Ester hanno diffuso un appello video chiedendo ai fan aiuto a causa delle loro precarie condizioni economiche e dei crescenti problemi di salute del chitarrista. Un paio di anni dopo il chitarrista ha annunciato di essere tornato al lavoro ma le sue apparizioni pubbliche divennero sempre più rare. Pochi mesi prima della sua morte aveva inciso un nuovo singolo, ‘Processione’, al momento ancora inedito. 

Tra i primi a postare un ricordo su Facebook, c’è proprio Carlo Verdone. “Mi hanno comunicato in questo momento che Richard Benson, chitarrista, conduttore televisivo e radiofonico, e con me attore (Maledetto il Giorno che ti ho Incontrato) ci ha lasciato oggi. Rimasi folgorato quando lo vidi parlare di grandi chitarristi e gruppi a me sconosciuti in una emittente televisiva romana, “TVA 40”. Era stravagante, un po’ folle ma decisamente un personaggio da tenere presente per un film. E così gli offrii il ruolo di un conduttore adrenalinico in un programma dal titolo “Jukebox all’Idrogeno” in Maledetto il Giorno…”. 

“Fu fantastico – scrive l’attore e regista romano – Professionale e meticoloso. La bellezza di quegli anni in televisioni minori era trovare personaggi eccessivi, strani, folli. Veniva fuori una Roma a noi sconosciuta dove si inventavano modi di dire, si creavano incredibili look, si sdoganava il proibito. Era sempre la periferia ad inventare. Perché la borghesia non ha mai inventato nulla. Massimo Marino, Alberto Marozzi, I Falchi della Notte erano il simbolo di una Roma moderna, futurista e trasgressiva. Metti il distorsore in cielo, Richard!”.

Reference-www.rainews.it

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