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Bonus psicologo, nella notte arriva l’ok della commissione. Ecco come funziona

 “Ore 2.52. Le Commissioni riunite Affari Costituzionali e Bilancio approvano il bonus psicologo. Grazie al governo per il lavoro fatto, ai gruppi parlamentari per il sostegno, a tutti coloro che ci hanno creduto. Si va in aula alla Camera. Un passo avanti decisivo”. Lo scrive Filippo Sensi, deputato del Partito democratico, su Twitter. Nel tweet si legge “sono 20 milioni che andranno alle strutture ” del Sistema sanitario nazionale.

Di questi 20 milioni, 10 saranno destinati, nel 2022, al potenziamento delle strutture già esistenti e al reclutamento di professionisti sanitar e di assistenti sociali e altri 10 per quei cittadini che, in base all’Isee, potranno chiedere un ristoro di fronte alle spese per sedute di psicanalisi e terapie, cifra che potrà arrivare fino a 600 euro a persona. La misura dovrebbe riguardare circa 16 mila cittadini. A eccezione di chi ha un indicatore della propria situazione economica superiore a 50 mila euro.

“Il via libera al bonus di assistenza psicologica ci rende particolarmente felici. Un risultato importante per i cittadini e per il Pd che lo aveva proposto al Senato in legge di Bilancio e che con tenacia, nonostante le difficoltà, lo ha riproposto alla Camera dove finalmente è stato approvato nel decreto Milleproroghe. Si tratta di un primo segnale molto importante per tutte le persone che stanno soffrendo”, ha detto Simona Malpezzi, capogruppo del Pd al Senato.

Di “grande risultato” parlano anche la deputata e la senatrice dei Cinque Stelle Celeste D’Arrando ed Elisa Pirro che avevano presentato emendamenti al testo già dalla legge di Bilancio per inserire il Bonus. “È importante – spiegano – superare i tabù legati alla salute mentale e al disagio psicologico”.

Bonus psicologo: come funziona

Nel documento approvato nella notte si legge che il provvedimento è volto “a potenziare l’assistenza per il benessere psicologico individuale e collettivo, anche mediante l’accesso ai servizi di psicologia e psicoterapia in assenza di una diagnosi di disturbi mentali, e per fronteggiare situazioni di disagio psicologico, depressione, ansia, trauma da stress”. 

E’ previsto “un contributo per sostenere le spese relative a sessioni di psicoterapia fruibili presso specialisti privati regolarmente iscritti all’albo degli psicoterapeuti. Il contributo avrà un importo massimo di 600 euro a persona e sarà parametrato alle diverse fasce Isee al fine di sostenere le persone con Isee più basso. Sono escluse dalla platea dei potenziali beneficiari le persone fisiche con Isee superiore a 50.000 euro”.

Come presentare la domanda

I dettagli sono ancora allo studio. Le modalità di presentazione della domanda per accedere al contributo, l’entità dello stesso e i requisiti, anche reddituali, per la sua assegnazione saranno stabiliti con un decreto del ministro della Salute di concerto con il ministro dell’Economia entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge su cui è stata posta la fiducia alla Camera per domani, venerdì 18 febbraio.

A quanto ammonta il bonus

Nella relazione tecnica allegata al testo “salute mentale” si legge che per il bonus psicologo sono stati stanziati 10 milioni di euro per il 2022 per sostenere le spese relative a sessioni di psicoterapia fruibili presso specialisti privati regolarmente iscritti all’albo degli pscioterapeuti. Come è stata calcolata la cifra? Lo spiega sempre il testo: “Nel presupposto che una tariffa minima relativa a una seduta di psicoterapia presso uno specialista privato si attesti intorno ai 50 euro, ogni contributo corrisponderà a un rimborso indicativo di 600 euro (50 euro per 12 sedute) e, pertanto, complessivamente il finanziamento previsto consentirebbe di soddisfare una platea approssimativa di 16.000 soggetti”.

Un disagio psicologico crescente

Il provvedimento nasce dalla considerazione che “il Covid ha portato morte e preoccupazione ma anche il lato oscuro della salute mentale delle persone”, ha spiegato il deputato dem prima dell’approvazione del provvedimento. Sono cresciuti infatti “i suicidi, episodi di cutting autolesionismo, ansia e depressione tra giovani ma non solo. Di fronte a questa impressionante ondata di disagio – sottolinea sensi – credevamo fosse necessario andare incontro alle esigenze di queste persone, che non compongono una nicchia”.

Secondo uno studio condotto dalla Fondazione The Bridge durante la pandemia  “c’è stato un peggioramento delle condizioni di vita e di salute degli utenti già in carico ai servizi di salute mentale: una diminuzione dell’aderenza al trattamento (68%) e incremento del rischio suicidario (63%). Nella popolazione generale il rischio di sviluppare sintomi ansiosi, depressivi e stress correlati è arrivato al 95%, l’aumento di dipendenze patologiche è del 90% ed è aumentato dell’85% il consumo di farmaci non soggetti a prescrizione come gli ansiolitici e gli psicotropi”.

La petizione online non si ferma

Un successo dovuto anche alla mobilitazione social e digitale di migliaia di cittadini. La petizione online lanciata dal giornalista Francesco Maesano ha superato e di molto le 300 mila firme. E non si fermerà. Spiega l’autore: “Volevamo più risorse e torneremo a chiederle. Ma la strada è tracciata ed è quella giusta. Continueremo ad aggiornare sui prossimi passi e a chiedere attenzione a chi ha deciso e deciderà di firmarla con due obiettivi: rinnovare e potenziare il bonus nei prossimi anni; chiedere a tutti gli attori del settore di impegnarsi per realizzare, davvero e nei fatti, il diritto all’accesso ai percorsi di benessere e salute mentale e psichica. Tutti. E per tutti”.



Reference-www.repubblica.it

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