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Bombardato l’ospedale pediatrico a Mariupol. Zelensky: sì a compromessi, ma non tradisco l’Ucraina

Il quindicesimo giorno di guerra in Ucraina si apre con il grido di dolore del presidente Zelensky per l’attacco all’ospedale di Mariupol. 

“Bombardare un ospedale dei bambini è la prova definitiva che è in corso il genocidio degli ucraini“: lo ha detto il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, in un video messaggio su telegram, definendo l’attacco “oltre l’altrocità”, oltre che “un crimine di guerra”. Parlando in russo, in un evidente appello agli invasori, Zelensky si è chiesto, secondo quanto riporta il Guardian: “un ospedale per bambini, un reparto maternità, come minacciavano la Federazione russa? che paese è che ha paura degli ospedali, dei reparti maternità e quindi li distrugge? erano dei piccoli nazionalisti (detti banderovites)? le mamme incinte avrebbero sparato su Rostov? qualcuno nel reparto maternità ha umiliato i russofoni? o stavano de-nazificando l’ospedale?”. Tornando poi alla lingua ucraina, ha detto: “europei, ucraini, residenti di Mariupol, dobbiamo unirci nella condanna della Russia per questo crimine che riflette tutto il male che gli invasori ci hanno portato, su tutte le città distrutte che non avevano mai minacciato la Russia”.

La replica della Russia

Mosca respinge le accuse per il bombardamento dell’ospedale pediatrico di Mariupol. La portavoce del ministro degli Esteri, Maria Zakharova, ha detto che i “battaglioni nazionalisti” ucraini avevano costretto pazienti e personale a lasciare l’ospedale per usarlo come base per le loro operazioni di guerra
 

(ApPhoto)

dipendenti e volontari ucraini del pronto soccorso trasportano una donna incinta ferita dai bombardamenti all’ospedale di Mariupol, Ucraina

Il quattordicesimo giorno di guerra in Ucraina inizia con le sirene antiaeree risuonate in diverse città del paese. Scattati gli allarmi per gli attacchi aerei a Kharkiv e Vinnytsia, dove i residenti sono stati invitati a raggiungere i rifugi. Identica la situazione a Kiev. “Tutti subito nei rifugi”, ha diramato l’allarme su Telegram il capo dell’amministrazione regionale della capitale Oleksiy Kuleba. Nel pomeriggio l’abbattimento di un caccia russo, che si è schiantato contro un edificio residenziale a Osokorky, quartiere storico della capitale, danneggiandolo in modo grave.

Poi irrompe la notizia che i russi hanno bombardato l’ospedale pediatrico di Mariupol. Il fronte sud, che al momento sembra essere quello più colpito dall’attacco russo, spinge lo stesso presidente Zelensky a parlare ancora, per l’ennesima volta, di una no-fly zone: “Persone sotto le macerie. Bambini sotto le macerie. Questa è atrocità! Per quanto ancora il mondo sarà complice nell’ignorare il terrore? Chiudete subito il cielo, fermate subito gli omicidi! Avete il potere. Qui si sta perdendo l’umanità”.

“Il reparto maternità nel centro della città, il reparto pediatrico e il reparto di terapia dell’ospedale – tutti distrutti in un raid aereo russo su Mariupol”, ha detto in un video su Facebook il capo dell’amministrazione militare regionale, Pavlo Kyrylenko. Ha aggiunto che i feriti vengono evacuati nell’ospedale più vicino. L’ospedale pediatrico di Mariupol “non esiste più”, ha detto il vicecapo della polizia nazionale ucraina Vyacheslav Abroskin, citando “testimoni oculari”. “Molte donne sono rimaste ferite e uccise”, ha aggiunto sulla sua pagina Facebook.  E sono almeno 17 le persone rimaste ferite in questo bombardamento. Lo ha affermato il governatore della regione di Donetsk, Pavlo Kyrylenko, secondo cui tra queste ci sono donne in travaglio e il raid ha violato il cessate il fuoco per i corridoi umanitari, lo riporta il Guardian. Per Mosca, nell’ospedale “battaglioni nazionalisti” avevano installato “postazioni di attacco” dopo aver “espulso” staff medico e pazienti. E’ la versione riportata dalla portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova.

Sono 1.207 le vittime dopo nove giorni di attacchi russi alla città ucraina di Mariupol. Lo afferma il sindaco.

Sul territorio si contano i danni e le vittime. Cinque persone, compresi due bambini “nati nel 2021”, sono rimaste uccise in un “attacco aereo” che ha  colpito la città di Malyn, nella regione di Zytomyr. Lo riporta Ukrinform, che cita notizie del ministero degli Interni di Kiev, secondo cui sono state distrutte sette case. Almeno dieci persone sono morte in bombardamenti russi su Severodonetsk, secondo quanto dichiarato da un funzionario ucraino locale. Tre bambini sono rimasti uccisi invece nell’attacco aereo che nella notte ha colpito Sumy, nel nordest dell’Ucraina, con un bilancio complessivo di 22 morti. Lo riporta la Bbc, che cita il governatore della regione, Dmytro Zhyvytskyi, che ha accusato i russi di aver bombardato una zona residenziale nell’area nordest della città e denunciato una “strage”. Tra le vittime ci sono nove persone che erano in una casa e sei abitazioni sono state completamente distrutte, mentre una ventina sono state gravemente danneggiate.

Londra: Mosca ammette uso armi termobariche

“Il ministero della Difesa russo ha confermato l’uso del sistema d’arma TOS-1A in Ucraina. Il TOS-1A utilizza razzi termobarici”. Lo si legge su un post del ministero della Difesa britannico, che mostra infatti un video che spiega il funzionamento dei missili, “già utilizzati dai russi in Afghanistan e in Cecenia”, e ne descrive “l’impatto devastante”.

Il piano diplomatico

Intanto, si stringe la morsa attorno alla città simbolo della lotta, anche se dal lato est le truppe di Mosca sarebbero ancora a circa 60 km di distanza, molto più distanti della colonna militare in stallo a nord. Secondo gli Usa, i russi sarebbero apparentemente “demoralizzati” e afflitti da problemi logistici e di sostentamento. Il Pentagono sostiene che “gli invasori” stanno continuando a trovare una forte resistenza da parte degli ucraini.

La risposta russa agli Usa è arrivata dalla portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova: “L’operazione speciale militare russa in Ucraina sta procedendo rigorosamente secondo i piani”, aggiungendo “non puntiamo a rovesciare il governo di Kiev” e sottolineando i “progressi” nei negoziati. L’obiettivo, secondo la portavoce, è quello di “porre fine all’insensato spargimento di sangue e alla resistenza delle forze armate ucraine il prima possibile”. Da parte ucraina si fa sapere che si è pronti a “una soluzione diplomatica” e a discutere la richiesta russa di neutralità ma Kiev non cederà “un solo centimetro” di territorio a Mosca. Lo ha dichiarato in un’intervista a Bloomberg Tv Ihor Zhovkva, vice-capo dello staff del presidente ucraino Zelensky e uno dei suoi principali consiglieri in politica estera. “La nostra prima condizione per avere un simile negoziato – dice Zhovkva – è l’immediato cessate il fuoco e il ritiro delle truppe russe”.

Lo stesso Zelensky ha detto: “Si possono accettare dei compromessi, ma questi non devono significare il tradimento del mio Paese”.

Un membro delle Forze di difesa territoriale ucraine davanti a un edificio colpito da un bombardamento nella seconda città più grande dell'Ucraina, Kharkiv, l'8 marzo 2022 (SERGEY BOBOK/AFP via Getty Images)

Un membro delle Forze di difesa territoriale ucraine davanti a un edificio colpito da un bombardamento nella seconda città più grande dell’Ucraina, Kharkiv, l’8 marzo 2022

Gli attacchi di queste ore

Nuovi bombardamenti russi sono incorso su Kharkiv, la seconda città ucraina nell’est vicino al confine con la Russia, da giorni sotto assedio. Lo ha riferito il sindaco Igor Terekhov, parlando alla tv ucraina.

A sud, Mariupol è “isolata” ma combatte ancora: il ministro degli Esteri Kuleba ha affermato che oltre 400 mila persone sono in ostaggio nella città portuale sulle rive del Mar Nero. 

L’attacco a Odessa

Sembra intanto che Mosca valuti di attaccare il porto di Odessa da terra, dopo la presa della città di Kherson. L’operazione potrebbe essere affiancata da un blitz anfibio, considerando che i russi hanno 11 navi anfibie nella regione. Finora Mosca ha lanciato quasi 670 missili, che hanno colpito aree abitate da civili. Intanto, si apprende che la Russia sta scortando con forza la nave di salvataggio Sapphire, sequestrata nella regione di Odessa, in direzione Sebastopoli, in Crimea.

“Nella regione di Kharkiv, l’aggressore russo continua a bombardare infrastrutture critiche e abitazioni di civili”, scrive sul canale Telegram la Polizia nazionale ucraina, secondo la quale “sono stati registrati diversi colpi di artiglieria sulle centrali elettriche regionali. A causa dei bombardamenti, 350 persone sono state sfollate da due palazzi. Critica la situazione a Izyum, non distante Kharkiv. ”Gli occupanti russi hanno posto l’assedio alla città e la stanno distruggendo” continuano gli appelli ucraini. 

A Sumy, nel nord est dell’Ucraina, sale a tre il numero dei bambini rimasti uccisi nell’attacco avvenuto nella notte tra lunedì e martedì: il bilancio complessivo delle vittime sale così a 22. Lo rende noto il governatore della regione, Dmytro Zhyvytskyy, su Telegram.   “Questa storia può essere giustamente definita un massacro, perché una bomba ha ucciso 22 persone”, scrive Zhyvytskyy, precisando che “tra le 22 persone uccise c’erano 3 bambini. Inizialmente ne sono stati denunciati due, ma oggi i soccorritori hanno estratto dalle macerie il corpo di un bambino. Sono tutti della stessa famiglia”. Zhyvytskyy spiega che tra le vittime nove persone erano nella stessa abitazione e che “sei case sono state distrutte completamente”, mentre altre  due dozzine parzialmente. Ci sono anche “otto persone ferite, tra cui una bambina di cinque anni”, aggiunge.

Almeno 10 persone sono morte inseguito a bombardamenti sulla città ucraina di Severodonestk, nella parte orientale del Paese, nella provincia di Lugansk Oblast (nel Donbass): lo riferisce un responsabile locale.

Sono stati resi noti i dati sul numero di civili morti e feriti in Ucraina dall’inizio dell’aggressione militare russa. Sono 516 i civili che hanno perso la vita e 908 quelli rimasti feriti a partire dallo scorso 24 febbraio. Lo rende noto  l’agenzia delle Nazioni Unite per i diritti umani parlando di 1.424  vittime civili e aggiungendo che le perdite reali sono ”decisamente  più numerose”. A causare il maggior numero delle vittime sono bombardamenti e raid aerei, ha aggiunto l’Onu.

Un chiosco con le vetrate distrutte a Kharkiv Getty Images

Un chiosco con le vetrate distrutte a Kharkiv

Fonti militari russe fanno sapere che la centrale nucleare di Zaporizhzhya sarebbe sotto il loro controllo. Circa 240 militari ucraini a guardia della centrale avrebbero deposto le armi “per tornare a casa”, sostengono i militari di Mosca, precisando la normale attività della centrale. Persi i contatti con i sistemi di controllo di Chernobyl.

Sul fronte diplomatico, è previsto per domani l’incontro tra i ministri degli Esteri russo e ucraino. Sergey Lavrov e Dmitry Kuleba si vedranno in un trilaterale con l’omologo turco ad Antalya, a margine del Forum diplomatico internazionale, nell’ambito del quale – fa sapere la difesa di Kiev – si discuterà dell’apertura di più corridoi umanitari. La conferma del meeting è arrivata anche dal ministero degli Esteri di Mosca: “Riteniamo che, dal momento che l’Ucraina ha confermato, l’incontro si terrà, in particolare perché su iniziativa della Turchia” ha sottolineato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova.

La Russia vuole tenere colloqui con l’Ucraina “il prima possibile, dipende dalla volontà di Kiev”. Lo afferma il portavoce del Cremlino Peskov citato dalla Tass aggiungendo però che le Repubbliche di Donetsk e Lugansk sono “Stati sovrani e indipendenti” e che Kiev dovrebbe riconoscerli come tali. L’offerta dei jet polacchi all’Ucraina crea “uno scenario potenzialmente pericoloso”. Intanto la Russia starebbe lavorando ad una risposta “rapida” e “ponderata” alle sanzioni imposte dall’Occidente, che sarà avvertita nelle aree più “sensibili per coloro a cui si rivolge”: lo ha reso noto il direttore del dipartimento per la Cooperazione economica del ministero degli Esteri di Mosca, Dmitry Birichevsky. 

Intanto il presidente russo Vladimir Putin e il cancelliere tedesco Olaf Scholz hanno avuto un colloquio sulla situazione in Ucraina e sulle questioni umanitarie connesse al conflitto, oltre che sugli esiti del terzo round di colloqui russo-ucraini in Bielorussia, come rende noto il Cremlino, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Ria Novosti. “Nel contesto dello sviluppo della situazione relativa all’operazione militare speciale per proteggere il Donbass, sono state discusse opzioni per sforzi politici e diplomatici, in particolare i risultati del terzo round di negoziati tra la delegazione russa e i rappresentanti delle autorità di Kiev”, si legge nel comunicato del Cremlino che non parla mai di guerra ma sempre di “operazione speciale”. Inoltre, è stata prestata particolare attenzione agli aspetti umanitari della situazione in Ucraina e nelle repubbliche del Donbass. “Il presidente della Russia ha informato delle misure per organizzare corridoi umanitari per l’evacuazione dei civili dalle aree degli scontri e dei tentativi da parte di militanti di formazioni nazionaliste di impedire l’evacuazione in sicurezza delle persone”, si legge nella nota. Si è convenuto di continuare i contatti a vari livelli. 

Il presidente ucraino Volodymyr Zalenky, intanto ha annunciato su Twitter di aver sentito la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, a cui ha espresso “gratitudine per il nuovo pacchetto di sanzioni contro l’aggressore russo”. “Concordiamo sulla necessità di assicurare corridoi umanitari efficaci per i civili”, si legge nel tweet, in cui Zelensky riporta di aver sollevato di nuovo la questione dell’adesione di Kiev all’Ue, “centrale per l’Ucraina”.

In vista del Consiglio europeo informale, previsto domani e dopodomani a Parigi, il presidente del Consiglio Mario Draghi ha avuto una conversazione telefonica con il presidente francese Emmanuel Macron, nel corso della quale sono stati esaminati gli ultimi sviluppi della crisi in Ucraina e le sue conseguenze sull’economia europea.

Sulle richieste di Kiev di imporre una no-fly zone sull’Ucraina, arriva la risposta della Nato. “La no-fly zone comporta un attacco massiccio della Nato al sistema di difesa aerea russo in Ucraina, Bielorussia e Russia” e porterebbe a una “escalation significativa della guerra in Ucraina e anche al rischio di una guerra a pieno titolo in Europa, Nato contro Russia, portando molta più sofferenza umana, vittime civili, distruzione. Sarebbe estremamente pericoloso”. Lo ha detto il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, intervenendo alla conferenza sulla sicurezza di Ottawa. “È una decisione dolorosa presa dagli Alleati della Nato, ma dobbiamo assicurarci che questo conflitto finisca, dobbiamo evitare che si espanda e si aggravi”, ha evidenziato.

Mosca ha anche promesso una nuova tregua per permettere di evacuare i civili. Il governatore della città nord-orientale ucraina di Sumy ha confermato che il corridoio umanitario aperto nella giornata appena trascorsa proseguirà. Si stima che circa 5.000 persone abbiano lasciato Sumy in due fasi di evacuazione. Tra loro anche 700 studenti indiani. In totale sono previsti sei corridoi umanitari dalle 9 alle 21:

  • Energodar e Zaporizzhia
  • Sumy verso Poltava
  • da Mariupol a Zaporizzhia
  • da Volnovaha a Pokrovsk
  • da DaIziym verso Losova
  • dalle località di Vorsel, Bucha, Borodyanka, Irpin e Hostomel a Kiev
Le evacuazioni a Sumy Getty Images

Le evacuazioni a Sumy

“La guerra deve finire. Dobbiamo sederci al tavolo delle trattative”, un tavolo “onesto e sostanziale” e “nell’interesse del popolo”. Torna a parlare nella notte il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che dopo le critiche in patria per l’apertura negoziale ribadisce di essere disposto a una trattativa che non sia una resa, ringrazia i russi che scendono in piazza e protestano contro la guerra e si dice certo che ci sarà “un nuovo Piano Marshall per l’Ucraina”. 

 

“Il mondo non crede nel futuro della Russia, non ne parla. Non c’è una sola parola. Parlano di noi, ci aiutano. Sono pronti ad aiutarci con la ricostruzione dopo la guerra. Perché tutti hanno visto che per il popolo, che si difende così eroicamente, verrà il dopoguerra”, ha sottolineato il presidente ucraino.

Arriva la ferma condanna da parte del Segretario di Stato Vaticano al bombardamento dell’ospedale pediatrico di Mariupol, che definisce “inaccettabile”. Sono crimini contro  l’umanità? “Non diamo definizioni. Quelle le daranno gli organismi  preposti – osserva il cardinale Pietro Parolin -. ”È inaccettabile si bombardi un  ospedale“. Parolin, dicendosi “molto preoccupato per una guerra che ora è a tutto campo”, torna sulla telefonata ( durata mezz’ora) avuta ieri col  ministro degli Esteri russo Lavrov ribadendo che non ha dato “garanzie. Mi ha detto che lo scopo è garantire la sicurezza della  Russia, che tutto quello che è avvenuto in questi anni avrebbe messo in pericolo la sicurezza del Paese”. E ricorda che “la prima versione  di questa guerra era che si trattava di una operazione militare quindi di garantire la sicurezza della Russia però evidentemente bombardare un ospedale pediatrico non ha nulla a che vedere con questo”. Quindi il porporato si appella ad una “apertura da parte di tutti. Se  ci si arrocca la guerra diventerà sempre più micidiale”.

Intanto la Cina punta il dito contro la Nato e gli Stati Uniti “colpevoli” di aver spinto le tensioni tra Russia e Ucraina fino “al punto di rottura”. Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian, che ha criticato anche le sanzioni imposte alla Russia affermando che “brandire il bastone delle sanzioni ad ogni passo non porterà mai pace e sicurezza, ma causerà serie difficoltà alle economie e ai mezzi di sussistenza dei paesi interessati”.

Gli Usa intanto rifiutano l’offerta della Polonia di consegnare all’esercito americano stanziato in Germania i suoi Mig-29 per poi girarli all’Ucraina. “Non è attuabile”, ha detto il portavoce del Pentagono John Kirby. La prospettiva di jet che partono da una base Usa e Nato in Germania “per volare nello spazio aereo conteso tra Russia e Ucraina solleva serie preoccupazioni per l’intera alleanza Nato”, ha spiegato Kirby. “Continueremo a consultarci con la Polonia e gli altri nostri alleati Nato su questa questione e le difficoltà logistiche che pone, ma non crediamo che la proposta polacca sia sostenibile”, ha concluso. La questione, però, sarà oggetto di confronto tra la vicepresidentessa Kamala Harris che a breve incontrerà il presidente polacco, Andrzej Sebastian Duda, e il primo ministro, Mateusz Morawiecki, nonché alcuni rifugiati ucraini in Polonia. 

Reference-www.rainews.it

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